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Non vi piace la F1, c'è sempre il GP de l'Age Dor a Dijon

“Pecunia non olet” dicevano i nostri saggi avi latini, che la sapevano lunga sulle cose della vita.

 

Oggi noi potremmo anche dire “petroleum non olet”, così saremmo in grado di spiegarci perché una domenica, che ti trovi a dare un’occhiata in TV al GP di F1, puoi scoprire che si corre in un luogo che, per decoro, potremmo definire “improbabile” e che avrebbe perfino la pretesa di essere una simil-Montecarlo, ma che proprio Montecarlo non è!

 

 

Ecco quindi affiorare uno sconcerto, un magone, perfino una sottile rabbia per dove sia letteralmente andata a finire la Classe Regina del Motorsport.


D’accordo, non a caso lo chiamano Circus, ma ci dovrebbe essere un limite, che, speriamo, i nuovi responsabili Americani potrebbero definire dal 2018.


In questa desolazione la speranza è l’ultima a morire e nel frattempo ci si può rifare gli occhi e le orecchie, recandosi nei circuiti veri che ancora esistono in questa nostra “vecchia ma buona” Europa e dove si corre ancora... e alla grande! 

Un esempio? Dijon-Prenois, in Borgogna, dove si corsero cinque GP di F1 e dove si possono ancora vedere tante bellissime e velocissime vetture che fanno, tra l’altro, un sacco di sano rumore.

 

Laggiù ancora si respira il ricordo dei vincitori: Ronnie Peterson, Mario Andretti, Jean-Pierre Jabuille, Alain Prost, Niki Lauda.

 

Ma ancora di più vive la magia del più grande duello della storia della F1 tra Gilles Villeneuve e Renè Arnoux, che si realizzò, va detto, anche grazie allo straordinario andamento della pista, che è ancora lì, identica.


Ecco quindi la nostra semplice ricetta antidepressiva:

• recarsi in Borgogna, nel dipartimento della Cote-d’Or, nelle date di giugno previste per il “GP de l’Age d’Or”:


• munirsi di fotocamera, occhiali da sole, cappellino 
• rimanere a dir poco estasiati: dalle Maserati 250F alle Gruppo C, passando per tutto ciò che c’è nel mezzo, come una 917.  

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